La regione Lombardia ha dato chiarimenti sull'impatto di circoli privati e pubblici esercizi

Alleghiamo il testo del decreto X/1217 del 10 gennaio scorso. La Regione lombardia ha chiarito che l'autocertificazione di impatto acustico può essere firmata dal titolare/gestore del pubblico esercizio solo in 3 casi semplici, altrimenti lo stesso dovrà incaricare un tecnico competente in acustica ambientale per eseguire una valutazione previsionale di impatto acustico come indicato nel decreto stesso.

I 3 casi semplificati sono:

Caso 1

a. Apertura dopo le 6:00.
b. Chiusura non oltre le 22:00.
c. Non viene effettuato DJ Set.
d. Non viene effettuata musica Live.
e. Non vengono svolti intrattenimenti danzanti.
f. Assenza di impianti di diffusione sonora in esterno.

Caso 2

a. Strutturalmente NON connesso con edifici con destinazione d’uso residenziale
b. Situato a più di 50 m da edifici ad uso residenziale
c. Non viene effettuato DJ Set.
d. Non viene effettuata musica Live.
e. Non vengono svolti intrattenimenti danzanti.
f. Assenza di impianti di diffusione sonora in esterno.

Caso 3

a. Assenza di impianti di diffusione sonora con potenza complessiva superiore a 50 watt e assenza di subwoofer.
b. Assenza di impianti di diffusione sonora in esterno.
c. Non viene effettuato DJ Set.
d. Non viene effettuata musica Live.
e. Non vengono svolti intrattenimenti danzanti.
f. Assenza di impianti di trattamento dell’aria installati in ambiente esterno oppure presenza di un unico impianto di trattamento
dell’aria installato in ambiente esterno, dotato di certificazione di emissione massima ad 1 metro di distanza non
superiore a 50 dB(A).
g. Assenza di plateatico esterno o presenza di plateatico esterno con capienza massima di 12 persone e fruibile non oltre le
ore 24:00.

Qualora il circolo privato o il pubblico esercizio non ricada nei casi di cui alla lettera A), la documentazione di previsione di impatto
acustico viene redatta da tecnico competente in acustica ambientale e deve contenere almeno le informazioni riportate di seguito.

A parere nostro il caso 3 può avere dei rischi per chi si autocertifica con leggerezza, ma la cosa positiva è che è stata fatta chiarezza sull'argomento.
Si ricorda che si ha sempre e comunque l'obbligo di rispettare i limiti acustici, quindi se partisse poi un esposto per disturbo da rumore oltre alla pratica amministrativa si subirebbe anche una causa penale per dichiarazione falsa in atto pubblico.

Per tutte le altre tipologie di attività vale ancora il DPR 227/2011: nell'allegato B di questo decreto ci sono le tipologie di attività che possono non presentare l'impatto acustico se rispettano i limiti assoluti e differenziali del piano di zonizzazione acustica del comune.
Il decreto permette a chi è certo di non inquinare acusticamente e non è nell'elenco dell'allegato B di presentare una autocertificazione.

Sottolineiamo che si rischia molto ad autocertificare 'a sentimento' perchè i limiti differenziali amministrativi sono molto severi.
NOTA BENE Le nuove leggi non esentano l'imprenditore dall'obbligo di far preparare uno studio di impatto acustico, lo esentano dall'obbligo di presentarlo al comune permettendogli di presentare una autocertificazione in sostituzione solo se rispetta i limiti acustici.

E' inutile rischiare migliaia di euro di multa, limiti agli orari dell'attività , cause civili, una causa penale per falso solo per risparmiare i soldi di uno studio previsionale fatto bene.

Quì una spiegazione della legislazione del rumore.
Contattateci per spiegarci la vostra situazione e ricevere un preventivo di uno dei nostri servizi di ingegneria acustica, affrontiamo qualsiasi situazione difendendo gli interessi del cliente. Grazie a una fitta rete di artigiani e aziende possiamo risolvere al più presto le richieste della pubblica amministrazione o qualsiasi controversia.

AttachmentSize
DGR Lombardia 10-1-14 numero X-1217.pdf150.3 KB