6 errori che l’imprenditore deve evitare sul rumore della sua attività.

Vediamo 6 situazioni che riassumono i problemi più grandi che ho visto nella mia attività di consulente acustico, questi ricadono sia sull'azienda manifatturiera, sugli artigiani che sul settore dei locali pubblici:

- spesso si sottovalutano i rischi legati al rumore quando si inizia una nuova attività, o la si amplia con nuove macchine, o la si estende negli orari notturni: se ci si pensa fin da subito il costo delle opere di insonorizzazione è sempre molto minore. Come per le nuove edificazioni, se si inseriscono decisioni acustiche oculate fin dall’inizio del progetto, gli interventi costeranno una frazione del caso della bonifica post-operam.

- minimizzare lo studio previsionale di impatto acustico della propria attività: oggi molti autocertificano l’impatto per rendere rapida la procedura chiesta dal comune, o cercano professionisti economici, quindi compiacenti e frettolosi, giusto per consegnare una carta. Per molte attività è come mettere la testa nella sabbia, quando poi arrivano i controlli ARPA o il CTU del giudice il danno è fatto e i costi e i fastidi si moltiplicano.

- non intervenire quando i vicini di casa vengono a lamentarsi per il rumore, questa è una spia che indica che è opportuno fare almeno un collaudo dell’impatto acustico dell’azienda, per vedere a che punto si è ora davanti alla legge. Come già detto, in acustica prevenire è meglio che curare, in Italia l’attività rumorosa rischia attacchi dal Comune, dalla Procura e tramite il Tribunale Civile, un semplice autocontrollo risolve molte complicazioni inutili e abbassa i costi futuri.

- puntare sull’industria 4.0 con attività notturna senza pensare al vicinato. La vera resa degli impianti automatici e del piano 4.0 è quella di fare andare dei reparti in autonomia anche la notte, ma di notte il rischio di disturbare il vicinato aumenta radicalmente, quindi nel progetto ci vuole l’aiuto di un tecnico acustico esperto fin dall'inizio, si devono valutare le caratteristiche dei macchinari, la loro disposizione, lo stato dei capannoni.

- sottovalutare la situazione quando nei reparti ci sono livelli superiori a LAeq=85 dBA. In questi casi molte ASL territoriali dopo la visita danno comunque una multa e segnalano alla procura il titolare. L’azienda con reparti rumorosi è tenuta ad avere un piano di rientro specifico per il rumore cui sono esposti i lavoratori e ad avere comunque un cronoprogramma che dimostri il suo impegno a contenere l’esposizione. Questi studi per essere effocaci devono essere più accurati e specifici della tipica verifica quadriennale che si fa per il decreto 81/08.

- non curare il controllo del rumore interno quando si cura l’interior design dei propri locali e dei propri uffici: per un locale pubblico vuol dire perdere i clienti che cercano di ristorarsi e vogliono qualità; per tutte le altre attività vuol dire perdere produttività, è provato scientificamente che un luogo di lavoro troppo rumoroso aumenta lo stress, le cefalee e diminuisce la concentrazione dei lavoratori; studi moderni definiscono livelli di soglia molto più bassi degli 80 dBA chiesti dal D.Lgs 81/08. Per lavorare su questi aspetti non basta qualche bel pannello fonoassorbente a parete ma è meglio valutare più soluzioni e vedere il rumore degli impianti tecnici.

Negli anni di attività abbiamo visto migliaia di situazioni, gli errori pagati cari sono sempre stati legati alla sottovalutazione del rischio rumore e a trattarlo come l’ultimo dei problemi, purtroppo il rumore in azienda e dell’azienda in Italia ha il vizio di tornare indietro in modo virulento, con costi moltiplicati per venti o per trenta.
Suonoevita ingegneria acustica è a disposizione dell’imprenditore e dei suoi professionisti per risolvere qualsiasi situazione di rumore. Contattateci con le vostre domande in merito.