Ascoltiamo com'è la perdita di udito se ci esponiamo a volumi troppo alti.

La risposta corretta al nostro quarto test d'ascolto era “10 anni”. Il secondo frammento di audio (ascolta) simula infatti il peggioramento del nostro sistema uditivo se sottoposto per dieci anni a rumori intensi.

Il rumore influisce sulla nostra vita in molte situazioni diverse: sul posto di lavoro, a casa, in un ristorante dove non riuscite a conversare con chi è a tavola con voi oppure nei luoghi di divertimento (locali con musica dal vivo, discoteche, pub, sala prove...). Un’esposizione prolungata a livelli sonori elevati può portare ad un peggioramento del proprio udito, fino alla totale sordità. La legge italiana obbliga a informare e tutelare i lavoratori che lavorano in luoghi rumorosi, viene solitamente rispettato in fabbrica (ma gli operai che poi non usano le cuffie o gli inserti auricolari fanno male a se stessi), ma il discorso vale molto anche per i fonici, i musicisti e chi lavora in discoteca.

L’esposizione al rumore ha infatti un effetto cumulativo; il danno uditivo da rumore è proporzionale all’energia sonora complessiva che colpisce l’apparato uditivo e che dipende dal livello sonoro e dal tempo di esposizione oltre che dalla diversa suscettibilità individuale.

L’organo a livello del quale l’energia sonora esercita il suo effetto lesivo è la coclea: l’ipoacusia da rumore è quindi una ipoacusia percettiva. Gli effetti del rumore sulla coclea possono essere (a seconda della sua intensità e durata) transitori o permanenti: una esposizione di breve durata ad un rumore che superi l’intensità di 70-75 dB(A) provoca un aumento transitorio della soglia uditiva (fatica uditiva) rapidamente reversibile dopo la cessazione dell’esposizione. Ma con il prolungarsi dell’esposizione e l’aumentare dell’intensità del rumore, il fenomeno tende a perdere il suo carattere transitorio e diventare permanente. Questo perché le alterazioni prodotte dal rumore a livello delle strutture cocleari progrediscono da iniziali alterazioni modeste e reversibili fino alla distruzione definitiva delle cellule cocleari che in quanto cellule neurosensoriali non hanno il potere di rigenerarsi. Si instaura così una progressiva sordità (fonte www.medicompetente.it).

La sordità da rumore ha la caratteristica di colpire dapprima le alte frequenze, manifestandosi inizialmente con una caduta sui 4000 Hz seguita da una risalita alle frequenze più elevate. Questa particolare caratteristica implica un peggioramento della percezione del parlato e di quei materiali sonori con uno spettro particolarmente ricco anche nelle alte frequenze. È il caso della musica evidenziato nell’esempio del test: il peggioramento evidenziato nel secondo frammento era relativo ad un esposizione al rumore di 10 anni.

Vi proponiamo ora di ascoltare (meglio so lo fate in cuffia) l’intero file che vi alleghiamo, preparato dal GRC Acoustical Testing Laboratory della NASA nel corso del progetto Auditory Demonstrations II. Ascolterete prima un pezzo di traccia audio non filtrata. Poi ad ogni “beep” sentirete una simulazione del decremento delle presetazioni uditive per 5 anni di esposizione al rumore: prima 5 anni, poi 10, 15, 20...fino a 40 anni di esposizione al rumore!
Osservate nella tabella seguente una quantificazione numerica del danno se si è esposti 8 ore al giorno a un livello sonoro elevato (90 dBA – la legge Italiana obbliga le protezioni dagli 85 dBA in sù).

Schema perdita di udito se rimaniamo esposti 8 ore al giorno a suoni con un livello di 90 dBA

Appare dunque chiaro quanto sia necessario proteggersi dal rumore, sia sul lavoro che nelle nostre case: contattateci per avere informazioni e preventivi sui nostri servizi relativi all’insonorizzazione e alle perizie fonometriche.
Siamo in grado di fare tutte le misure e relazioni tecniche a norma di legge e di progettare l’insonorizzazione di macchine, di locali pubblici, ma anche di abbassare il riverbero delle sale e aumentare l’intelligibilità delle conversazioni.

Autori: Ghelfi, Rizzi

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