A che 'volume' ascoltare la musica?

Stare per troppo tempo esposti a livelli sonori elevati crea danni che non si possono più recuperare (rende sempre più sordi): più il livello sonoro sale minore è il tempo di esposizione raccomandato per non avere problemi; maggiore sarà anche il tempo che dovremo tenere le orecchie a riposo dopo l’esposizione. Esse infatti si affaticano ed è chiaramente percepibile nei 'fischi nelle orecchie' (che si sentono dopo un concerto di musica dal vivo o una serata in discoteca) per esempio. E' importante quindi non superare determinati limiti di tempo e di livello di pressione sonora (detto comunemente il 'volume' del suono).

La legge italiana dice per esempio che superando un valore ponderato (diciamo, semplicemente, ‘mediato’ nel tempo e in frequenza) di 85 dB(A) sulle 8 ore lavorative bisogna iniziare a usare le protezioni cioè le cuffie, i tappi per le orecchie. Questa legge è stata fatta probabilmente per coloro che lavorano nel mondo della produzione industriale, ma il fatto che il suono in questione sia solamente musicale o vocale non rende per niente esenti dal problema!
Si usa quindi questo valore come livello di guardia ufficiale, per dare un riferimento si fa notare che esso non è tanto più basso del rumore generato da un camion che passa a 10 m.

Il fenomeno in realtà è complesso perché coinvolge vari meccanismi di percezione del suono (curve isofoniche in primis) e varia a seconda della frequenza, p.e. i suoni gravi (più bassi in frequenza) sono percepiti meno intensamente e quindi meno dannosi di quelli medi e acuti.

Livelli ammessi

Il grafico riportato mostra cosa fare con segnali che hanno forti componenti tonali quali quelli musicali: per ogni ottava di frequenza e livello sonoro in dB ‘puri’, non ponderati, è riportato un massimo tempo di esposizione raccomandato (ottenendo 5 linee per 5 tempi di massimi di esposizione); per sicurezza consiglio comunque di ascoltare e suonare sempre al di sotto dei limiti riportati. Se è possibile usare un fonometro considerare i valori dati dal grafico a 500 Hz, sinoterà che per le otto ore si consiglia già un valore più basso degli 85 dB per sicurezza.

Nel mondo degli studi di registrazione purtroppo sono spesso i clienti a chiedere ai fonici di alzare il livello sonoro, certe volte è il genere di musica o di segnale a richiederlo (p.e. alcune colonne sonore per il cinema), oggigiorno del resto è molto diffuso esagerare coi livelli sonori, anche in cuffia, e di conseguenza ci si adatta….
In discoteca i livelli superano troppo spesso quello di guardia e i più esposti sono proprio coloro che ci lavorano che dovrebbero quindi usare le protezioni.

Un piccolo excursus a proposito: pensate che una ricerca ha appurato che i 70enni di un villaggio in una foresta tropicale sentono meglio del 30enne medio Americano, non molto diverso da quello Italiano per esposizione al suono e al rumore, direi che la cosa si commenta da sola!

Insomma, il mio consiglio da due cent non può essere che di limitare il più possibile il ‘volume’ sonoro, di stare lontani dalle casse quando c'è musica amplificata e di diminuire l'esposizione ai livelli elevati al tempo minimo indispensabile, intercalando poi delle lunghe pause di silenzio. Studi di psicoacustica hanno misurato 16 ore di riposo necessarie per tornare alla capacità di ascolto normale quando si parla di esposizioni estreme: due minuti a 120 dB, cioè quando si rischia già il danno uditivo permanente.

Chi non può fare a meno di rimanere in posti rumorosi dovrebbe usare delle protezioni.
Oggigiorno ne esistono di tecnologia avanzata, fatti generalmente su misura e durevoli, che permettono di essere usati anche dai musicisti, dai dj e da chi lavora con la musica perchè non fanno sentire i suoni deformati.
Queste persone dovrebbero fare un esame audiometrico in un centro per l'udito una volta all'anno, di modo da tenere la situazione sottocontrollo.