Come percepiamo il livello di pressione sonora (il volume)?

Il nostro apparato uditivo non percepisce tutte le frequenze allo stesso livello: la particolarità che si fa notare subito è che i suoni gravi vengono percepiti meno intensi rispetto a suoni medio-alti aventi la stessa pressione sonora.

Curve isofoniche

Musicalmente ciò significa che affinché il primo MI del pianoforte (41,2 Hz; quello del basso elettrico, per intenderci con chi suona musica moderna) sia percepito come allo stesso livello del terzo MI (164,8 Hz; il secondo sulla tastiera della chitarra) bisogna che venga emesso mediamente a circa 20 dB in più, cioè con una pressione sonora 10 volte più grande. Un motivo di tutto ciò è la nostra specializzazione nel dover capire al meglio le frequenze della voce umana, il cui contenuto ‘informativo’ è centrato nelle frequenze medie.

Le curve isofoniche sintetizzano delle grandi campagne di misure psicoacustiche che hanno dimostrato questo fenomeno e ne mostrano l'andamento, si veda nel grafico quanto detto nell'esempio precedente.

Un esperiemento pratico che dimostra il funzionamento delle nostre orecchie è ascoltare un brano a basso volume, si noterà che i suoni bassi non si sentono o se sì li si sente poveri di potenza, già arrivando a un volume medio si sentiranno i bassi in maniera molto diversa: ciò è visibile nell'appiattimento delle curve isofoniche man mano che si sale in numero di phon, l'unità di misura che definisce il 'volume' percepito dalle nostre orecchie.

In generale si può dire che siamo sensibili a incrementi e differenze di non meno di 3 dB e che percepiamo un raddoppio di 'volume' sonoro per un incremento di 10 deciBel. L'udito ha quindi un funzionamento che non è lineare ma logaritmico.