Come percepiamo le riflessioni sonore?

Le riflessioni vengono percepite in maniera diversa a seconda della loro intensità rispetto al suono diretto (il suono che le ha originate) e del loro ritardo (esprimibile in millesimi di secondo o, tramite una semplice conversione, in metri). Per dare modifiche degne di nota esse devono avere un’intensità non inferiore di 25 dB rispetto al suono iniziale, cioè avere un valore pari ad almeno il suo 5,5%.

Percezione delle riflessioni

Dal grafico si può schematizzare come funziona la nostra percezione delle riflessioni su suoni complessi come la musica o il parlato:

- se sono troppo vicine o troppo intense si noterà uno spostamento della direzione di provenienza del suono (non sarà più quella reale ma sarà mediata con la posizione del punto di riflessione in esame);
- se hanno un ritardo compreso tra i 10 e i 30 msec esse verranno percepite come una modifica dello spettro originale, semplificando una ‘equalizzazione’ arbitraria (situazione non voluta nell’ascolto e nella registrazione di alto livello e critica nelle stanze piccole);
- se hanno un ritardo superiore ai 30 msec esse daranno ‘corpo’ al suono, fenomeno preferito soprattutto nella musica classica e acustica;
- dopo i 40 msec termina l’effetto di precedenza (o di Haas) per cui due suoni consecutivi ma vicini sono percepiti come uno solo, possiamo infatti notare come riflessioni poco meno intense rispetto all’originario inizino ad essere percepite come echi (si noti la distanza percorsa di circa 13,4 m, si può fare un esperimento battendo le mani o urlando contro una grande superficie dura, già a 7 metri di distanza, con un basso rumore di fondo, ovviamente).

Da queste semplici considerazioni si può comprendere ancora di più l’importanza della collocazione dell’ascoltatore e dei vari microfoni in stanze sensibili come gli studi di registrazione, gli studi radiofonici o le sale d’ascolto, senza dimenticare il posizionamento e la scelta dei materiali più opportuni per ottimizzare l'ascolto. Si noti che essi hanno spesso dimensioni così piccole da rendere inutili molti parametri 'classici' usati nei teatri e l'analisi delle misure diventa critica.

L'argomento è ancora sotto lo studio degli scienziati e degli ingegneri, la direzione d'arrivo delle riflessioni è infatti fondamentale per fare apprezzare o meno la musica, le decisioni progettuali quindi si differenziano in base all'utilizzo della sala.