Come scegliere un prodotto fonoisolante dalle informative tecniche e commerciali?

Diamo alcuni suggerimenti utili a fare le prime valutazioni sulle schede e documentazioni fornite dai fornitori e produttori di materiali per l’isolamento acustico: questi consigli sono utili ai tecnici acustici e alle persone interessate a fare una selezione e superare l’inevitabile componente promozionale che è propria e forte nel commercio.

Innanzitutto si devono vedere i dati fisici: bisognerà guardare massa, spessore, densità, tipologia dei materiali, eventuale stratigrafie, elasticità, rigidità dinamica se si tratta di un prodotto antivibrante, etc. La conoscenza dei fenomeni fisici coinvolti nell’isolamento del suono, delle proprietà dei materiali in base alla loro composizione in rapporto alla situazione dove si vuole intervenire è certamente il primo elemento della selezione, purtroppo esistono schede parziali o improvvisate.

La scheda dovrà sempre contenere o citare una misura di isolamento acustico certificata da un ente autorizzato con applicazione della norma corretta: per quanto riguarda l’Italia e l’Europa fino a fine 2010 si applicava la serie UNI EN ISO 140, le procedure di misura in laboratorio sono state recentemente aggiornate nella serie UNI EN ISO ISO 10140. I prodotti che citano calcoli (p.e. legge della massa) o che mostrano curve senza citare un numero di certificato effettivo dovrebbero essere messi in secondo piano nella lista di selezione, comunque vagliati da esperti del settore acustico.

Se si tratta di materiali mono-strato spesso è meglio valutare le performance dei pacchetti di isolamento composti con altri materiali (per esempio le gomme e le fibre per le pareti devono essere vagliate con stratigrafie che presentino elementi massivi, prevedendo il montaggio consono, per i serramenti vetrati non basta guardare la sola scheda del vetro ma pretendere i dati della misura di tutto il serramento compreso di telaio). Conoscere il potere fonoisolante di un materiale da solo spesso è inutile perché la composizione di più materiali distinti fra loro non può essere prevista facilmente senza conoscenze approfondite (i parametri R, Rw, R’w non possono essere sommati fra loro, si ricorda che l’apice indica misure in opera). Bisogna conoscere il pacchetto che si intende usare nei suoi dettagli e avere un certificato di quel pacchetto per partire con il piede giusto, eventuali differenziazioni devono essere valutate con olta attenzione.

I valori stessi nei certificati e persino in alcuni libri) devono comunque essere sempre sottoposti a un vaglio critico, quattro gli aspetti da ricordare:

- I laboratori di misura hanno limiti massimi di certificazione dati dalla fisica e dalle norme tecniche alquanto stringenti, ognuno ha dei limiti diversi ma che non sempre rende ufficiali. Una prima regola è che tutti i valori prossimi e superiori a Rw = 65 dB devono quindi essere vagliati nel dettaglio del certificato, ma a volte già sopra i 60 dB c'è da stare attenti;
- I risultati devono avere senso fisico rispetto alle proprietà del prodotto, anche in questo caso più alti sono i risultati e più critici bisogna diventare (per esempio i serramenti standard isolano solitamente tra Rw = 35 e 40 dB, quelli speciali arrivano a 45, 48 dB e oltre con costi sempre crescenti, le pareti leggere tra i 40 e i 65 dB, le pareti semplici in muratura tra i 40 e i 50 dB, etc.)
- Le misure in laboratorio sono sempre fatte con una posa in opera superlativa e non contemplano per definizione le perdite nell’isolamento tipiche delle soluzioni montate sul cantiere per fiancheggiamento e per errori di posa, quindi il risultato va sempre previsto 3 o 5 dB inferiore a quello del prodotto scelto.
- Le misure in laboratorio certificano quei 10 m2 di prodotto, o quel serramento, nella realtà si userà una superficie diversa.

Mentre i valori di laboratorio sono fondamentali nelle simulazioni al calcolatore fatte secondo la serie apposita di norme EN 12354 (obbligatori nello studio dei Requisiti Acustici Passivi e della classificazione acustica), i valori di collaudi in opera sono utili per vedere dei casi reali. In questo caso i limiti massimi di misura sono legati al rumore di fondo e alla strumentazione del tecnico che li svolge, il risultato dipende dalla stratigrafia in esame ma anche dalle condizioni al contorno, dalle dimensioni del campione in prova e quindi non è attribuibile per intero al prodotto misurato, un'altra regola è di stare attenti a valori di R’w e DnT sopra i 73-76 dB perché ci si avvicina ai limiti di misurabilità.

Esistono poi altri parametri di giudizio: valutare quanto il materiale sia ecocompatibile, riciclabile o naturale, pensare alla sua durabilità, resistenza al fuoco e agli agenti biologici come le muffe, alla facilità di posa in opera.

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