Come si dividono le misure espresse in frequenza?

Storicamente ciò è dipeso soprattutto dalla tecnologia dei filtri a disposizione e dalla loro larghezza di banda: tradizionalmente sono sempre state considerate solo le sei ottave dai 125 Hz agli 4000 Hz, poiché legate al contenuto della voce umana e dei suoni naturali, al funzionamento logaritmico dell'udito e, non ultimo, perché semplificavano i calcoli prima dell'avvento del computer, ai tempi del regolo calcolatore.
Negli ultimi decenni sono state aggiunta prima l'ottava dei 63 Hz e poi la più bassa, dei 31,5 Hz: l'avvento della strumentazione elettroacustica ha infatti permesso di generare bassi molto potenti e numerosi generi musicali ne hanno approfittato (a seconda del punto di vista si potrebbe anche dire che sia stata la musica a richiedere bassi sempre più potenti), dando a loro volta impulso alla ricerca nel mondo dell'insonorizzazione e della correzione acustica moderne.

Per essere più accurati nell'analisi si è poi introdotto l'utilizzo delle terze d'ottava, grazie anche alla tecnologia che ha permesso la creazione di filtri dalla banda più stretta. Essi sono tuttora uno standard nel mondo dell'audio, soprattutto a livelli consumer negli equalizzatori a bande.

L'avvento del calcolo digitale (l’elaborazione numerica del segnale o dsp, che significa digital signal processing) ha permesso poi di usare la trasformata di Fourier (in particolare la DFT e la più famosa FFT, Fast Fourier Transform): grazie a frequenze di campionamento e a risoluzioni sempre più elevate si è potuto analizzare lo spettro in dettagli prima insperati, anche nelle regioni ultrasoniche (sopra i 20 KHz) e con strumenti sempre più economici.
Quest'ultimo tipo di analisi, se fatto con la strumentazione adeguata e letto con le dovute attenzioni alla teoria matematica che ne è fondamento, permette di vedere sfumature oggigiorno sempre più importanti e finalmente in linea con le capacità del nostro apparato uditivo.

Nel campo dell'audio non è raro vedere grafici con le frequenze raggruppate in decadi, metodo comune nell'elettronica: l'asse delle ascisse è ben rappresentato in scala logaritmica a base 10; mentre le ottave hanno incremento doppio, le decadi sono bande a incremento decuplo: l'udibile viene quindi diviso in 3 bande 20-200 Hz 200-2000 Hz e 2000-20000 Hz e nei grafici a segmenti di larghezza uguale viene corrisposta una decade intera dividendo in modo logaritmico tutte le suddivisioni.