Come si quantifica il fonoassorbimento?

Per quantificare la capacità di assorbire le riflessioni sonore di un materiale si usano i coefficienti di assorbimento. Dimensionalmente sono numeri puri ma vengono quantificati in Sabine, in onore di Mr. W.C. Sabine, il fondatore dell’acustica architettonica moderna che studiò e definì per primo la legge del tempo di riverbero tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900.
Sono codificati con la lettera alfa e sono compresi tra 0 e 1: al valore nullo corrisponde mancanza di assorbimento, ovvero massima riflessione del suono che colpisce il materiale in esame (solitamente duro e liscio, come il marmo o il cemento); al valore unitario corrisponde l’opposto (solitamente si pensa a una finestra o a una porta aperta).
Quelli utilizzati normalmente sono misurati in laboratorio in camera riverberante e vengono sempre riportati nella loro variazione in frequenza (per esempio si sa che un pannello piramidale assorbe bene gli alti – alfa uguali o superiori a 0,9 sopra i 1000 Hz, ma male i bassi – all’incirca 0,1 a 125 Hz), tipicamente nelle ottave o terze d’ottava principali.
Purtroppo non sempore sono disponibili per i materiali che si considerano, in tal caso la loro stima dipende dalla sensibilità e dall'esperienza del progettista acustico.