Cos'è il riverbero naturale?

Ogni volta che il suono colpisce una superficie nasce una riflessione sonora (ad alta frequenza, per le componenti acute di ogni suono, accade come quando la luce colpisce uno specchio - quì vale infatti la legge di Snell famosa in fisica ottica), essa inizia un suo percorso all’interno della stanza, questa riflessione a sua volta colpirà altre superfici e darà vita ad altre riflessioni e così via. Dato che il suono si propaga nell’aria ad una velocità non indifferente (in condizioni ambientali normali a 343 m/s = 1235 Km/ora circa!) e che le stanze in cui viviamo hanno dimensioni di pochi metri si può capire come nella frazione di pochi centesimi di secondo dall’uscita del suono dagli altoparlanti (o da qualsiasi altra sorgente sonora) ogni stanza sia letteralmente riempita dalle riflessioni, esse andranno ad aggiungersi e a modificare il suono diretto, quello originario. Tutto l'insieme di queste riflessioni viene chiamato riverbero.

Esso è facilmente percepibile sbattendo le mani in un ambiente silenzioso: è quella ‘coda’ sonora che si sente decadere dopo il forte schiocco iniziale; un esperimento pratico da provare nel quotidiano è quella di notare le differenze che ci sono nei vari ambienti, i più curiosi sono certamente i corridoi, le scale, ma anche molti salotti potranno stupirvi.
Da questi esperimenti si può capire come gli arredi e le finiture dei materiali a vista influenzino il carattere della stanza: si tenga conto che anch’essi vengono considerati in un progetto di correzione, uno dei cui scopi principali è appunto controllare il riverbero.

Il riverbero artificiale è invece un effetto audio, una modificazione dei suoni registrati o amplificati che simula il riverbero presente in numerosi ambienti. Inizialmente si otteneva dalla vibrazioni di grandi piastre metalliche (plate) o di molle, poi con l'avvento dell'elettronica è stato sintetizzato e riprodotto per via digitale.

Il valore che definisce il riverbero è il tempo di riverbero, il parametro più famoso in acustica è infatti il T60 (a volte RT60): esso quantifica il tempo in cui il suono proveniente da una sorgente interrotta bruscamente decade di 60 dB ed è espresso in secondi.