Cosa sono le curve isofoniche?

Sono le curve che descrivono in che modo i suoni vengono percepiti avere lo stesso ‘volume’ sonoro al cambiare della loro frequenza (o altezza) e intensità.

Curve isofoniche

Sono rappresentate in un grafico specifico che ha sulle assi delle x la frequenza in Hertz, sull’asse delle y la pressione sonora in dB ‘puri’ non modificati dalla "scala A" e diverse curve, una per ogni ‘volume’ sonoro percepito, misurato in ‘phon’.

Nella figura a lato (cliccateci sopra per ingrandire) si riportano le curve di Robinson-Dadson che danno valori medi su una popolazione di molti individui (le capacità uditive sono infatti variabili da persona a persona), prese durante le visite della leva negli Stati Uniti.

Si noti come la nostra capacità di sentire i bassi migliori alzando il livello sonoro (le curve tendono ad appiattirsi), questo è il motivo principale per cui alzando il volume sonoro di qualsiasi impianto di diffusione sonora i bassi si sentano meglio e tutti gli strumenti sembrino avere la stessa intensità.
Ciò è alla base della necessità di avere volumi elevati in tutta la musica 'elettrica' moderna, soprattutto a bassa frequenza (da tutte le forme di rock a quelle elettroniche) e fonte di guai quando si vuole insonorizzare dai suoni gravi.

Un altro aspetto interessante è la maggiore sensibilità presente tra i 1000 e i 5000 Hz (in questa regione ci vogliono meno dB per avere più phon): in questa banda di frequenza è concentrato buona parte del contenuto informativo del parlato e il nostro udito si è adeguato e sviluppato di conseguenza.

Parlando ai fonici e ai sound engineers, si capisce quindi come le implicazioni di questi fenomeni sui livelli di missaggio e sull’influenza degli ambienti aprano molti discorsi: da un lato si interseca con le risonanze degli ambienti e sul punto di ascolto ottimo, da un altro con la previsione del livello di ascolto del brano, e non solo.

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