Dichiarazione di conformità acustica in edilizia

La dichiarazione di conformità delle opere al DPCM 5/12/97 sui requisiti acustici passivi degli edifici è richiesta contestualmente alla fine lavori quando si è ristrutturato e si vuole ottenere la detrazione del 40% per opere di contenimento del rumore; in Lombardia è chiesta obbligatoriamente da molti comuni per gran parte dei lavori edili, siano edifici nuovi o ristrutturati, persino nelle piccole ristrutturazioni (Milano in testa con il nuovo regolamento edilizio).
Comunque sia è saggio che sia presente alla fine di qualsiasi cantiere per tutelare l’acquirente, l’impresa, il progettista e tutte le figure professionali che sono intervenute nel progetto e nella posa.

Solitamente è chiesta la firma di un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto, a volte per piccoli interventi è concessa una semplice
dichiarazione di corrispondenza del progettista, ma se questi non è esperto di acustica e non ha fatto lui stesso rilievi fonometrici si espone facilmente ad un rischio. Infatti il committente e anche qualsiasi acquirente dell’immobile entro 10 anni dalle opere può far fare rapidamente un controllo e rivalersi per vizio occulto sl venditore, sull'impresa, sui progettisti.

Ovviamente il collaudo acustico prima della fine lavori chiude ogni dubbio e tutela tutte le figure in gioco. Il DPCM 5/12/97 infatti oggi è ancora valido e viene applicato nel caso di vertenza civile, quindi conviene premunirsi e lavorare al meglio per evitare contenziosi.
Nel caso di attività potenzialmente rumorose si parla invece di valutazione di impatto acustico.

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