I due decreti più importanti per l'acustica compiono 20 anni

Questo fine 2017 compiono 20 anni due dei più importanti decreti nazionali per l'acustica applicata. Il DPCM del 14 novembre 1997 sui limiti delle sorgenti sonore all' aperto. E il DPCM del 5 dicembre 1997 sui requisiti di isolamento e di rumorosità degli impianti negli edifici.
Entrambi i decreti necessitano un aggiornamento e una migliore applicazione sul territorio nazionale.

Il primo ci ricorda delle zonizzazioni acustiche comunali che troppo spesso sono vetuste o scritte così male da non aiutare i cittadini nè i comuni stessi. Si dovrebbe integrare e arricchire il decreto con la normativa europea ( la direttiva 2002/49/CE) dal 2002.
Il secondo, pur chiedendo limiti di isolamento molto blandi, è ancora oggi fonte di numerose cause civili tra acquirenti e venditori/imprese/progettisti, la causa principale è la sua poca precisione.

In realtà entrambi i decreti vengono spessi disattesi dai comuni, che avendo regolamenti acustici vecchi fanno tuttora confusione tra la richiesta di impatto, clima e requisiti acustici passivi (per chiarire gli obblighi di legge oggi). Non vengono chiesti dei collaudi dell’isolamento, né tanto meno delle valutazioni di impatto acustico ad attività avviata: quindi molte delle pratiche svolte rimangono sulla carta come delle previsioni senza verifiche finali, utili solo se e quando inizierà il contenzioso.

Per rinnovare il paese serve una nuova propensione al miglioramento e l’applicazione dei concetti di sostenibilità e in questo caso deve passare dall'aggiornamento dei due suddetti decreti.
L’abbassamento del rumore porta sempre a una migliore qualità della vita, richiede l’uso di tecnologie moderne e alla resa dei conti, se gestito fin dall’inizio dei progetti, porta sempre dei risparmi ai player coinvolti e per l’intera collettività.