I falsi miti acustici nella rete: se li conosci, li eviti (ed eviti di spendere soldi inutilmente).

Diamo un elenco di falsi miti acustici trovati su Internet o durante la nostra attività lavorativa negli ultimi 15 anni: vi saranno utili a ricordare meglio alcuni concetti importanti, quindi a risparmiare soldi e a evitare guai inutili.
Spesso nell’affrontare un problema di rumore o di riverbero ci si basa ancora su quello che ci ha consigliato un amico, un artigiano, un venditore di materiali, una persona non qualificata in acustica: si finisce troppo spesso ad incappare nei più banali luoghi comuni. Queste soluzioni esoteriche e dicerie non permettono di risolvere i problemi, di solito fanno spendere molti soldi inutilmente, e spesso purtroppo peggiorano le cose.

Possiamo cominciare ad elencare i più semplici, passando via via a casi più complessi:

1 - C’è una grande differenza tra i fenomeni di assorbimento e di isolamento del suono: è sbagliato quindi usare le parole fonoassorbimento e fonoisolamento come sinonimi. I materiali fonoassorbenti si usano soprattutto per migliorare la qualità acustica negli interni, spesso si usano nelle intercapedini assieme ai materiali fonoisolanti per ottenere dei sistemi di fonoisolamento, non succede il viceversa. I materiali fonoisolanti servono a ‘fermare’ e contenere il suono, materiali fonoisolanti si misurano con il loro potere fonoisolante R (in deciBel). I materiali fonoassorbenti con il loro coefficiente di fonoassorbimento alfa (è numero puro senza unità di misura). Il fatto di fare confusione fra i due tremini è il primo indicatore che chi vi sta parlando non conosce le basi di acustica e che è meglio non fidarsi.

2 - Fili da pesca o simili tirati da una parte all’altra di una stanza parallelamente al soffitto non hanno alcuna utilità né per il fonoisolamento né per il fonoassorbimento. Le loro caratteristiche fisiche non permettono loro di interagire in maniera significativa col campo acustico della stanza in cui sono posti.

3 - Le scatole delle uova, ma anche le tende, i tappeti, le spugne assorbenti possono andare bene come fonoassorbenti (solo ad alcune frequenze) ma non hanno alcun potere fonoisolante. Non crediate quindi di risolvere i problemi coi vicini della vostra sala prove applicando cartoni delle uova alle pareti perchè state usando materiali blandamente fonoassorbenti, non fonoisolanti. I materiali fonoassorbenti hanno percentuali di 'resa' differenti e vanno scelti in tipologia e quantità in base all'applicazione, il budget e l'estetica richiesta dal cliente.

4 - Se avete un vicino rumoroso che confina con voi tramite una parete, è difficile che riusciate a risolvere il problema attraverso una sola controparete applicata al divisorio comune, neppure se ve la propongono come una tecnologia speciale e/o brevettata. Spesso vi propongono dei controsoffitti miracolosi per eliminare il calpestio dai vicini di sopra, diffidate. L’isolamento acustico va sempre pensato come un sistema, per cui se voi applicate una buona controparete/controsoffitto ma le altre parti della vostra stanza sono deboli (pavimenti-soffitti-altre pareti), il suono aggirerà l'insonorizzazione e passerà dalle altre parti. State attenti quando alcuni produttori di materiali o installatori (ad es. cartongessisti, purtroppo a volte anche a chi si vende come installatore di insonorizzazioni online) vi promettono una risoluzione del vostro problema con una semplice controparete/controsoffitto, anche quando vi fanno vedere la pubblicità di qualche materiale.

5 - Il sughero è un materiale che viene spesso proposto come la soluzione per risolvere problemi di fonoisolamento e fonoassorbimento. In sé il sughero non è un prodotto né buono né cattivo, come molti altri prodotti. Dipende per cosa lo si usa, accoppiato a quali altri materiali e per quale livello di prestazioni . Da tener presente però che, in caso venga utilizzato come materassino sottomassetto anticalpestio, non è detto che via via, col passar del tempo, non si schiacci progressivamente, andando a perdere le sue caratteristiche di anticalpestio.

6 - Se dovete scegliere dei materiali , vi consigliamo di stare attenti a quelle che sono le componenti promozionali tipiche del commercio e andare alla sostanza delle caratteristiche riportate sulla scheda tecnica. Esistono schede parziali o improvvisate: purtroppo ancora oggi mancano i dati tecnici, sono citate le normative sbagliate o superate, le unità di misura sono errate, non sono citati i laboratori di misura, alcuni valori dichiarati da laboratori nazionali sono talmente alti da essere poco credibili, ecc… Quindi fate attenzione a chi va garanzie solo sulla base delle pubblicità dei materiali, è uno degli errori più comuni che fanno privati e artigiani, il risultato è che sarete insoddisfatti.

7 - I decibel non si sommano scalarmente (come le mele), la loro somma è logaritmica: 60 più 60 fa 63, non 120. Inoltre se accosto un materiale da 20 dB di isolamento ad un altro da 25 il risultato finale va misurato in laboratorio ed è difficile prevederlo: certamente non otterremo MAI 45 dB. State attenti a non farvi ingannare da chi vi racconta 'storielle' diverse da queste.

8 - L’isolamento non funziona a percentuali . Come detto sopra l'energia sonora varia secondo la scala logaritmica (i deciBel) e il nostro orecchio percepisce secondo questa scala. Tre dB di attenuazione (pari alla metà del livello energetico, ovvero dimezzare l'energia sonora) è appena percepito; l'isolamento minimo richiesto dalla legge Italiana è 50 dB (ma molti paesi in Europa ne chiedono 60 dB), ciò si traduce in ridurre l'energia del suono di centomila volte, ovvero togliere il 99,999% di energia. E’ chiaro che parlare di percentuali di abbattimento acustico non ha senso, soprattutto tenendo conto che la percezione dei suoni è molto individuale e che ci sono alcune frequenze che disturbano più di altre (per es. la voce umana e le basse frequenze). Inoltre parlare di percentuali senza studiare la situazione è poco onesto: ogni palazzo ha le sue specifiche caratteristiche, ogni sorgente di disturbo emette e immette il suono 'a modo suo' in frequenze diverse.

9 - Far sentire “il prima e il dopo la cura” ovvero la situazione prima e dopo un intervento di isolamento, come avviene su qualche sito internet equivale spesso a dare false illusioni alle persone: bisogna studiare ogni caso nei suoi dettagli, sia nelle case esistenti (su cui magari è stata messa mano molte volte o l’edilizia ha molti deficit), sia nei progetti ex-novo. Le garanzie in acustica possono essere date solo da persone con molta esperienza e conoscenza, dopo degli studi accurati perchè in acustica è molto facile sbagliare facendo previsioni a spanne;

10 - Ogni prodotto ha caratteristiche che variano in frequenza. Prodotti che funzionano bene a medio-alta frequenza non funzioneranno bene a bassa frequenza e viceversa. Inoltre, soprattutto per le basse frequenze, è bene progettare su misura alcuni prodotti in modo da andare a sanare problematiche ad alcune particolari frequenze. Diffidate quindi da chi vi propone soluzioni per il trattamento acustico interno (ma anche per l’isolamento) con un solo materiale o con una sola tipologia di materiali.

11 - I materiali fonoassorbenti sono caratterizzati da un indice di assorbimento acustico α: è il rapporto tra l'energia sonora assorbita dalla superficie del materiale e l'energia sonora incidente. E’ chiaro che questo valore sarà compreso tra 0 (nessuna energia assorbita) e 1 (tutta l’energia è assorbita). Sulle schede tecniche ci è capitato di trovare coefficienti α con valori superiori a 1 per pannelli lisci. Ciò è fisicamente impossibile e si tratta di un errore, peccato su una scheda tecnica…, oppure di malafede. A livello fisico sarebbe come dire che l’energia assorbita è maggiore di quella che arriva sul materiale. In laboratorio capitano valori di 1,1 o 1,2 quando nel perimetro lo spessore del materiale assorbe il suono, ma ciò non è attribuibile alla superficie di per sé. Quando il profilo del pannello è complicato possono esserci dei valori poco più alti dell'unità, ciò è dovuto al fatto che la superficie esposta al suono è maggiore di quella ricoperta sulla parete.

12 - Non esistono pannelli facilmente rimovibili per l'isolamento acustico delle abitazioni. L'insonorizzazione prevede una sigillatura completa dell'aria, quindi gli unici elementi semovibili a moduli sono quelli metallici a uso industriale che non si usano nelle case. I sistemi più comuni di isolamento acustico derivano dalla tecnologia del cartongesso (anche con prodotto innovativi e/o naturali), quindi una volta montati è difficile recuperare materiale nel caso si dovesse cambiare abitazione. Quì diamo indicazioni per una soluzione di buona qualità-prezzo, per analisi specifiche della situazione abbiamo servizi di consulenza con un ampio range di prezzi.

13 - Un buon isolante termico non è sempre un buon isolante acustico. Per esempio i polistireni classici che si usano come cappotto esterno o nei sistemi di riscaldamento a pavimento a volte diminuiscono le prestazioni acustiche dell'edificio, è quindi necessaria una valutazione attenta di entrambe le necessità e dei dettagli dell'edificio.

14 - Un ponte acustico non è anche un ponte termico e viceversa, sono poche le situazioni in cui coincidono. Entrambi vanno evitati in una casa ben costruita, per evitarli è necessaria sia una buona progettazione che un'ottima posa in opera.

15 - Le vernici cambiano le proprietà fonoassorbenti dei materiali, soprattutto quando vanno ad occludere i pori nei materiali spugnosi (tipicamente poliuretano espanso e melammina) daranno una flessione di performance nelle alte frequenze. Il consiglio è chiedere sempre i coefficienti di fonoassorbimento dei pannelli con e senza vernice, assicurandosi che siano realistici.

16 - Per ora la classificazione acustica degli edifici non è legge dello Stato, sono circolate email e comunicazioni Internet errate. A novembre 2016 la situazione è che la UNI 11367 sulla classificazione acustica è ancora solo una norma volontaria, CasaClima ha aggiornato il protocollo Nature, molto interessante (anch'esso volontario) per chi vuole un'abitazione che rispetti la vita delle persone e abbia dei buoni requisiti acustici passivi.
NOTA BENE La legge del 1997 sui requisiti degli edifici - DPCM 5/12/97 - invece è vigente per permessi di costruire post 2009 perchè le leggi sospensive del 2009 e 2010 sono state definite anticostituzionali.

17 - Gli alberi non isolano il suono: un filare di alberi o una siepe, seppur fitti, non agiscono da barriera acustica, sono certamente molto meno efficienti. Hanno il risultato di occludere la visione delle fonti di disturbo e rendono più naturale e piacevole l'ambiente, quindi aiutano molto dal punto di vista psicologico, ma dal punto di vista tecnico è meglio realizzare delle barriere fonoisolanti e fonoassorbenti ben dimensionate.

18 - Una relazione di impatto acustico non si può consegnare in 24 ore dall'ordine perchè è obbligatorio fare un sopralluogo e delle misure con il fonometro (che dipendono dalle condizioni meteo che devono essere buone). Diffidate da chi vi promette queste cose o vi chiede il prezzo più basso di tutti, perchè è sottointeso che vi garantisce di fare un pessimo lavoro perchè il disturbo da rumore può ritorcersi contro la vostra attività.

19 - Anche le autocertificazioni di impatto e di clima acustico non possono essere fatte senza dei controlli con il fonometro e senza un sopralluogo: se ve la propongono state molto attenti perchè i limiti di legge sono severi e devono essere sempre rispettati. Questi documenti possono essere consegnati in comune in autocertificazione solo nei casi più semplici. Il clima deve essere firmato da un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto da una regione, l'impatto può essere firmato dal titolare dell'attività se questa non ha unità esterne degli impianti, non ha impianti audio, etc. L'autocertificazione non è una deroga ai limiti acustici, se avete autocertificato e poi si dimostra che superate i limiti di rumore rischiate la causa penale.

20 - Il piombo è un buon materiale fonoisolante ma oggi esistono sistemi più economici con rese superiori. Non è la panacea di tutti i mali acustici e ancora oggi è usato a sproposito e fa spendere soldi in più, spesso nel modo sbagliato.

21 - L'unica vera garanzia di una insonorizzazione è data dal collaudo finale con il fonometro analizzatore. Tutte le nuove norme sull'isolamento degli edifici (per ora ancora volontarie) obbligano al collaudo a fine lavori, gli impatti acustici più grandi e i trattamenti acustici più spinti necessitano il collaudo perchè i progetti e la posa in opera sono sempre molto complessi. Spesso il collaudo permette di ottenere il massimo con piccole modifiche ulteriori a ciò che è stato fatto, anche a costo zero; altre volte serve a mettere alla luce e alle strette chi ha lavorato male (sul progetto e sulla posa in opera). Quindi diffidate da chi da subito garanzie al telefono, a chi parla di sondaggi basati sulle interviste dei propri clienti o a chi vi fa fare la perizia dal proprio amico.

22 - Le curve di equalizzazione dello sweet spot in frequenza sono spesso riprodotte con visualizzazioni errate e quindi male interpretate, solitamente sono vendute come soluzioni al limite del miracoloso. L'errore più comune è quello di vedere una risposta piatta (flat) con una risoluzione degli assi dei deciBel enorme: qualsiasi stanza sembrerà flat! Ma esistono altri errori comuni dovuti al non conoscere il dsp e la fisica acustica nei dettagli, quì qualche informazione in più.

23 - Approfondiamo ancora di più: La qualità dell'ascolto in una stanza chiusa non può essere ottimizzata con una equalizzazione sul segnale audio. Ecco una bella spiegazione fatta da Philip Newell all'AES2013: Registriamo un accordo pieno usando una Fender Stratocaster e poi lo stesso accordo usando una Les paul. Poi proviamo a sistemare con un equalizzatore in terze d’ottava il profilo dello spettro dell’accordo suonato con la Les Paul affinchè sia identico a quello della Fender. Non appena ci siamo riusciti, riasoltiamo. E cosa abbiamo ottenuto? Che la Strato suona sempre come una Strato e la Les Paul suona sempre come una Les Paul. La qualità dell'ascolto deve essere migliorata partendo sì da dei buoni componenti audio, ma lavorando molto sul trattamento acustico dell'ambiente e sulla risposta all'impulso nella zona d'ascolto, il suono è fatto da transienti, non da sinusoidi infinite!

24 - I pacchetti di materiale fonoassorbente che vengono venduti in kit che promettono di risolvere problemi di acustica interna in poche mosse non sono mai pensati per la vostre stanza e per le vostre esigenze. Se dovete risparmiare il più possibile è meglio usare dei prodotti industriali (p.e. il classico poliuretano grigio) e degli elementi in legno come delle bass-trap studiate sulla vostra stanza, e non è necessario riempire la stanza di materiale!

25 - Non si può migliorare l'acustica interna di una stanza inserendo poco materiale, per notare delle differenze dovrete inserire almeno il 20-30% della superficie complessiva di soffitto + la superficie delle pareti, un intervento sul solo soffitto con un buon materiale è sempre un ottimo punto di partenza ma raramente risolve definitivamente tutti i problemi di riverbero, è consigliato per le situazioni che non necessitano alta qualità (usate la nostra applicazione per smartphone). Non fidatevi di chi vi vende pochi pannelli a un prezzo esagerato e vi promette meraviglie!

26 - Forse ci ripetiamo, ma in acustica non esistono prodotti miracolosi, neanche quelli brevettati. Soprattutto nei problemi di isolamento si deve studiare un sistema di isolamento, su misura per l'edificio, per le stanze e per i rumori che si vogliono insonorizzare.

27 - Attenzione alle formule 'soddisfatti o rimborsati' che circolano in rete sui lavori di isolamento. Se non fate una misura iniziale della situazione e un vero progetto, è poi difficile difendere le proprie ragioni a fine lavori quando arriva il tecnico mandato dalla ditta che vi dirà quello che vuole. Contattateci per difendere i vostri interessi fin da subito.

28 - Spesso i fornitori di prodotto si inventano i metodi di misura. Attenzione a chi descrive l'isolamento parlando di 'abbattimenti in dB(A)', la scala A si usa in acustica ambientale per definire il rumore e riportarlo a dei livelli vicini al nostro modo di percepire il suono. E' un errore grave scalare i valori di isolamento acustico su quella scala perchè l'isolamento si studia applicando una norma ISO, facendo una differenza di livelli eseguita in frequenza (viene normalizzata al riverbero della stanza ricevente ma mai alla scala A). Dare una differenza di livelli a numero unico in dBA è molto fuorviante perchè senza rispettare i vincoli della normativa si può facilmente sovrastimare il reale isolamento acustico: quindi queste aziende vi prometteranno grandi numeri quando in realtà non è così, per paragonare dei prodotti bisogna paragonare i dati misurati con le stesse norme tecniche.

Concludendo questa piccola carrellata di luoghi comuni possiamo dire che:

- meglio prevenire che curare, di solito cercare di riparare malfunzionamenti acustici è molto più costoso che spendere per tempo la cifra giusta per un progetto pensato bene. In fase di ristrutturazione o di costruzione ex-novo conviene contattare subito un tecnico esperto in acustica edile ed architettonica se si desiderano i risultati e al contempo spendere meno. Se state avviando una attività potenzialmente disturbante chiamateci prima di aver chiuso i progetti architettonici e degli impianti;

- in acustica la progettazione e le analisi vanno fatte in maniera accurata. Ogni situazione è un caso a se e quindi richiede tempo e studio per trovare la soluzione migliore. Super-maxi-offerte non possono certo garantirvi delle soluzioni affidabili e garanzie vere. Nel caso dell’impatto acustico noi vi offriamo questi servizi;

- meno che meno fidarsi delle consulenze gratuite: oggi in tempi di crisi sono un bello specchietto per le allodole su internet, ma chi ve le offre è un commerciale che sta solamente cercando di vendervi qualcosa, non vi starà mai dando mai una soluzione utile per il solo vostro interesse. Se volete mettervi al riparo da problemi futuri scegliete servizi di prezzo adeguato al tempo che ci vuole per risolvere i vostri problemi, basso costo vuol dire quasi sempre molta fretta e problemi in futuro. Per esempio un collaudo acustico di un edificio fatto di corsa garantisce poca precisione nel risultato, quindi aumenta la probabilità di contenziosi.

- lo staff Suonoevita è sempre disponibile a un consiglio rapido (telefonateci in ufficio o usate le risorse di questo sito per studiare la materia): ma l'analisi di problemi complessi e lo studio di vere soluzioni implica sempre un lavoro professionale, quì un elenco dei servizi per le categorie di clienti. La spesa per avere la consulenza di persone esperte è sempre più piccola di ciò che si perde per gli errori dovuti all'inesperienza.

- non fidatevi di persone che non hanno un’appropriata conoscenza della fisica acustica e dell’acustica applicata: i fenomeni in questione sono complessi e nulla va lasciato al caso; in acustica spesso sono i dettagli che fanno la differenza tra un progetto che risolve il problema e uno che non lo risolve.

- prendete comunque 'con le pinze' i valori numerici delle schede commerciali dei materiali Italiani. Questi vanno sempre valutati con esperienza nel sistema complessivo che si vuole utilizzare, ma mai da soli. Per questo la legge ha creato la figura del tecnico competente in acustica ambientale ed è necessaria molta esperienza sul campo per fare le giuste previsioni.

- dubitate di materiali che danno risultati eclatanti (p.e. pareti sopra i 65 dB, fonoassorbenti sopra 1, porte e finestre tradizionali da 40 dB e oltre, etc.): le tecnologie permettono di avere ottimi risultati attraverso l’accostamento di materiali vari ma mai con un materiale singolo. Soprattutto ci sono molti materiali buoni ed equivalenti tra loro; è difficile credere che un materiale, costruito secondo la tecnologia comune, sia molto migliore degli altri pressochè identici.

- pensate sempre all’acustica come un sistema: se per esempio fate un buon muro ma un tetto debole, tutto il vostro lavoro sarà stato vanificato.

- se avete un buon progetto o una scorretta posa il risultato non sarà il massimo, se avete dei bravi posatori e dei bei materiali ma non avete un progetto ragionato nei dettagli sul vostro caso non avrete i migliori risultati nè delle vere garanzie. La vera soluzione è partire da una analisi di un esperto, realizzare un progetto acustico, avere dei buoni posatori che siano aiutati da un supervisore acustico: la spesa in più di solito è un decimo di quello che si rischia a risparmiare e fare le cose con approssimazione.

SuonoeVita è a vostra disposizione per studiare e risolvere qualsiasi vostro problema acustico e tutelare i vostri investimenti.
Abbiamo una esperienza di 15 anni, facciamo continuo studio e aggiornamento e il fatto che insegnamo l'acustica ai professionisti vi garantiscono le soluzioni migliori al costo giusto per la vostra situazione.
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Autori: Rizzi, Nastasi