L’acustica – perché può aiutare al rilancio del paese?

Oggi si parla molto di spending review (revisione di spesa) e di migliorare il sistema del nostro paese. In questo breve articolo desidero proporre un po’ di idee semplici prese dalla mia esperienza professionale (nel ‘piccolo mondo dell’acustica’) che permetterebbero di migliorare il sistema Italia rendendolo più vicino ai nostri vicini Europei e, perché no, permettendo di creare lavoro e opportunità commerciali.
Il punto di partenza, come in tutto, è che bisogna per forza superare lo status quo, quindi tanti interessi grandi e piccoli subiranno dei cambiamenti. A parer mio alla fine saranno comunque per il meglio, sono certo che questi discorsi si possono replicare in molti altri campi e sono sempre basito dal fatto che si parli poco di queste cose tecniche ma reali nei giornali, in televisione, alla radio: nei dibattiti politici invece non se ne parla mai.

L’acustica ambientale – il disturbo da rumore.

Le ultime leggi in fatto di acustica ambientale hanno di fatto complicato la regolamentazione e sottratto lavoro a tecnici e imprese del settore.
Peggio, l’idea di autocertificare o a volte non essere obbligati a verificare il rispetto dei limiti di rumore per molte attività alla lunga darà più spese agli uffici del settore pubblico che sono incaricati dei controlli. Si rischia poi di perdere il principio secondo cui chi inizia l’attività deve impostarla affinchè rispetti il prossimo e quindi che si debba organizzare e predisporre gli spazi di conseguenza (ricordo che l’insonorizzazione costa sempre molto meno se si parte da subito, piuttosto che metterci dei rattoppi dopo).

La pubblica amministrazione, mi riferisco ora ai comuni, deve imparare a gestire meglio lo strumento urbanistico che è il piano di zonizzazione acustica per far convivere chi riposa con chi lavora la sera e la notte. In molti paesi europei si è usata l’occasione del recupero delle zone industriali e dismesse per creare le zone del divertimento notturno così che quelle dell’aperitivo chiudano letteralmente i battenti alle 22. Il sospetto è che nel nostro paese sia stata la speculazione pura a farla sempre da padrona. La gestione degli spazi e degli orari deve essere chiarita sempre di più con norme comunali specifiche, bisogna favorire le attività che rispettano i limiti e/o che nascono nelle zone in cui si sceglie di sviluppare attività notturne.

I giudici e l’ARPA devono avere dei paletti tecnici certi e pragmatici per valutare le situazioni di disturbo: si deve tutelare la salute di chi abita, ma soprattutto oggi anche il lavoro legato a chi disturba.
Un piccolo excursus, forse divertente, forse no: è giusto certificare che una persona è disturbata di notte a finestra aperte in cucina? È giusto certificare che una persona è disturbata a finestre chiuse se in casa sua ha le finestre rotte o ha delle finestre del 1950? E’ giusto permettere ai bar di avere 50-100-500 persone dopo le 23 o le 24 sotto le finestre di chi l’indomani deve andare a lavorare? E’ giusto impedire la musica dal vivo se il locale non disturba nessuno o è disposto a spendere per migliorarsi?

L’acustica edile – l’isolamento delle case.

La regolamentazione sui requisiti acustici passivi (l’isolamento da rumore per semplificare) necessita una seria manutenzione perché la legge del 1997, utilissima per migliorare tecnologicamente il paese dopo decenni infami, ha dimostrato di essere poco chiara e imprecisa in molti aspetti.
L’idea di fare una certificazione acustica per gli edifici è ormai necessaria: le case sono dei prodotti come le automobili e quindi chi spende deve avere delle garanzie, in primis sul proprio riposo, tuttavia chi costruisce deve avere garanzie sui costi e sulla protezione dal contenzioso se ha lavorato bene.
I professionisti devono avere garanzie di poter fare bene il loro lavoro, se si guarda a come è gestita la classificazione energetica si capisce che l’enorme spinta verso il basso dei prezzi degli studi tecnici è oggi una garanzia che il lavoro sarà fatto di fretta e spesso male. I pochi controlli sulle dichiarazioni di certificazione energetica hanno fatto sì che quel lodevole meccanismo delle detrazioni fiscali sia stato gestito anche con delle frodi.

Gran parte delle case Italiane sono oggi acusticamente gravemente insufficienti, c’è quindi una grande opportunità di riqualificare le abitazioni, quindi di creare un nuovo meccanismo di detrazione per dare lavoro a tecnici, imprese e fabbriche. Dato che le misure acustiche ‘non perdonano’, nel senso che è facile sbagliare ed è facile dimostrare il non rispetto dei limiti, la legge deve essere ben pensata.

La classificazione acustica dal 2011 è solo una norma tecnica, è molto ben congeniata dal punto matematico ma deve essere completata per renderla ancora più pratica: si deve rispettare il riposo di tutte le persone di un condominio, ma essere più permissivi per altri ambienti, si deve trovare il modo di evitare contenziosi fittizi, per esempio legandola a stretto giro con i clima acustico esterno.

L’educazione pubblica e professionale.

Nell’educazione è necessario portare l’acustica nelle università, siamo uno dei pochi paesi avanzati dove non esiste una vera specializzazione in acustica per ingegneri e per architetti. Lo stato dovrebbe investire sui giovani, educandoli bene, e invogliandoli alla ricerca e allo sviluppo di nuovi prodotti e di nuove forme di impresa, due cose in cui nonostante tutto siamo sempre stati bravi.

L’università è certamente importante, ma si deve oggi facilitare il lavoro dei privati se questo ha una spinta migliorativa. Sono necessari corsi sempre più specifici per i professionisti (molti di validi e meno validi ne sono nati) ma anche per altre categorie.
Bisogna anche creare e separare i ruoli chiari perché in Italia soffriamo della malattia della ‘tuttologia’: tante persone come minimo sono architetto-ingegnere-muratore-falegname-ragioniere-avvocato-imprenditore.

Molti diranno che sono tante belle parole e tanti bei sogni, io dico che se non ci si mette al lavoro individualmente non si ottiene niente. Concludo e ribadisco che essendo il nostro paese avvezzo al contenzioso le leggi devono essere ben pensate perché le responsabilità e i compiti di tutte le parti in gioco siano molto chiari, così come le regole da rispettare.
Conosciamo bene i difetti del sistema attuale e quindi possiamo facilmente scriverne uno migliore, quali sarebbero i benefici?
Salute, un ambiente meno rumoroso e città più appetibili agli Italiani e ai turisti, nuovi posti di lavoro, risparmio e migliore utilizzo della spesa pubblica e del denaro privato.