L'acustica interna delle mense e dei luoghi pubblici.

Curare l’acustica interna degli spazi comuni è importante per il comfort e la qualità della vita di chi li utilizza. Le mense, così come gran parte i luoghi pubblici in genere, sono spazi particolarmente sensibili perché vi si concentrano numerose persone che parlano contemporaneamente, l’uno vicino all’altro.

In questi casi un tempo di riverbero lungo è garanzia di bassa intellegibilità a pochi metri di distanza (non si capisce bene cosa dice ci è seduto di fronte).
Il risultato solitamente è quello di fare alzare la voce a tutti e quindi di peggiorare ancor di più la situazione. Questo fenomeno è noto come ‘effetto cocktail’: lo riscontriamo spesso in qualsiasi evento pubblico di successo al chiuso dove lo spazio non è stato pensato acusticamente.

La correzione acustica degli interni utilizza i materiali fonoassorbenti nelle finiture a vista e permette di attenuare il cosiddetto ‘campo sonoro riflesso’: questo è generato dalle riflessioni sonore causate da materiali rigidi, lisci e duri (per esempio vetro, legno, muri intonacati, cartongesso liscio, piastrelle, metallo, etc.) presenti sulle pareti, soffitto e pavimento, sul mobilio. Ricordiamo che non stiamo parlando di isolamento acustico, non ci interessa in questo caso l’impedire la trasmissione attraverso una parete o un solaio, ma solo la qualità acustica interna alle sale.

Per essere veramente efficaci si deve partire da una misura acustica dello stato di fatto, o eseguire delle simulazioni molto accurate quando si parte con un progetto da zero. In questo modo l’acustico può assistere il progettista degli interni quantificando la giusta quantità di materiali in base alla frequenza e in base alle esigenze del design richiesto.

Oggi la recente UNI 11352 aiuta a definire dei target progettuali in base alla destinazione d’uso dei locali: nel caso delle mense un tempo di riverbero inferiore a TR=0,9 sec a media frequenza può essere considerato già accettabile. La norma cita anche un valore Svedese che indica un più severo target di 0,6 secondi per volumi superiori a 100 m3, questo può essere considerato un target di alta qualità perchè è più difficile da ottenere.
Ricordo che la norma UNI è in fase di revisione, ed esistono altri approfondimenti tecnici che permettono di ottimizzare il risultato finale sulla base del volume dello spazio e il numero delle persone che lo utilizzano. Come sempre ogni progetto è a sé stante e va studiato con attenzione da un esperto.
Sappiamo che oggi esistono centinaia di prodotti fonoassorbenti: ricordiamo che nessuno di questi è perfetto in tutte le frequenze utili per il parlato (da 125 Hz a 4000 Hz con maggiore importanza a 500 Hz e 1000 Hz). Quindi l’utilizzo di un solo materiale, così come l’applicazione esclusiva su una sola superficie della sala, sono sempre soluzioni di compromesso e certamente sub-ottimali.
Il miglioramento acustico quando si parte da una stanza non trattata è percepibile già con quantità piccole rispetto alla superficie disponibile, ma l’ottimo tecnico si ottiene sempre introducendo almeno due prodotti diversi, pensando al soffitto, alle pareti ma anche a dei divisori fonoassorbenti posti nella sala, quindi calcolando con attenzione la loro quantità e disposizione.
Coi divisori si lavorerà anche sul campo sonoro diretto (il suono delle voci che viaggia direttamente dalle bocche alle orecchie dei vicini) e si avrà così un vero comfort acustico interno. Così si otterrà maggiore comprensione delle persone fra loro, meno confusione nella sala e potenzialmente anche una riduzione del livello sonoro interno (compresa solitamente tra 1 e 5 dB a seconda della bravura del progettista acustico e delle condizioni di partenza).

Per sviluppare una sensibilità ai problemi dell’acustica interna consiglio agli architetti e interior designers l’applicazione APM Tool per valutare il riverbero di qualsiasi spazio. La versione per iOS è stata potenziata di recente e permette di fare in pochi minuti delle prime valutazioni sui materiali e le quantità minime da utilizzare, permette di spedire un report pdf con la foto come promemoria.

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Pubblicato su Officelayout giugno 2016