L'acustica nelle pratiche di cambio di destinazione d'uso.

Distinguiamo due casi tipo tra i più comuni: quando si trasforma una unità immobiliare in commerciale o comunque si sta subentrando una nuova attività e quando si cambia l'uso per esempio da uffico o da commerciale a residenziale.

Quando si sta insediando una nuova attività commerciale o artigianale viene sempre richiesto l'impatto acustico (se non è richiesto bisogna comunque farlo perchè lo impone la legge nazionale e la responsabilità ricade comunque sull'imprenditore e il suo professionista).
Può essere autocertificato dal titolare dell'attività ai sensi del DPR 227/2011 se si è certi di non disturbare il vicinato (il decreto non da deroghe ali limiti acustici di legge che vanno sempre rispettati e quindi si rischia il reato penale a dichiarare il falso).
NB Anche nel caso di un subentro è importante assicurarsi che non ci siano impianti tecnici rumorosi dentro e fuori dell'edificio afferenti alla nuova attività o impianti rumorosi ereditati dalla vecchia attività. Per i locali pubblici e i circoli privati la questione è molto delicata; in Lombardia c'è una legislazione chiara e restrittiva sulla possibilità di autocertificare.

Quando invece si passa a una destinazione d'uso residenziale, scolastica o ospedaliera e si è vicino a delle fonti di rumore significative (strade, ferrovie, zone idustriali, locali pubblici) il comune deve chiedere la relazione di clima acustico. Questa non può più essere consegnata in autocertificazione (da febbraio 2017) e deve essere redatta da un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto, è necessario fare una verifica fonometrica per capire se la zona è inquinata da rumore oppure no ed evitare problemi successivamente.

Quando si passa a una destinazione d'uso residenziale, ufficio, alberghiera, ospedaliera, di culto, è opportuno redigere anche uno studio previsionale dei requisiti acustici passivi sul progetto di ristrutturazione (DPCM 5/12/97). In Lombardia è obbligatorio dal 2001 per le ristrutturazioni (L.R. 13/2001) ed è tuttora vigente su tutto il territorio nazionale.

Si veda per esempio il nuovo regolamento edilizio di Milano che richiede di eseguire il clima acustico e lo studio dei requisiti acustici passivi.

Se non si fanno modifiche agli infissi, nè ai solai, nè alle pareti divisorie con altre unità abitative, nè si rifanno gli impianti, allora può certificare il progettista edile che non si va a riqualificare acusticamente nessun elemento dell'edificio e che i requisiti acustici rimangono quelli precedenti.
NB Dato che il progettista e l'impresa hanno una responsabilità chiara se si va ad intervenire sulle proprietà acustiche dell'immobile in ristrutturazione allora è meglio affidarsi a degli esperti acustici perchè in questo caso gli errori portano a cause tra acquirente e venditore, tra vicini di casa e tra chi ha pagato la rsitrutturazione e chi l'ha eseguita/diretta/progettata.

Inoltre ricordo ancora che quando si vogliono fare dei lavori in casa l'inizio del progetto di ristrutturazione è la migliore occasione per pensare anche alla riqualifica acustica dell'immobile risparmiando così molte spese inutili (anche il 90% dei costi di una eventuale bonifica fatta successivamente), anzi entro fine 2017 le si può portare in detrazione sulle imposte: l'agenzia delle entrate ha chiarito che si può detrarre il 50% delle spese per contenimento dell'inquinamento acustico se si certifica l'avvenuto rispetto dei limiti di legge con delle misure.

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