L'impatto acustico della musica dal vivo.

Essendo molti componenti dello studio di ingegneria acustica suonoevita anche dei musicisti, daremo alcune indicazioni e ragguagli su situazioni di concerti di musica dal vivo medi e piccoli di tutti i generi e modi, comprendendo anche i dj-set che spesso hanno situazioni simili.

A nostro avviso dopo il 2000 delle rigide interpretazioni della legge quadro 447 del 1995 sull'inquinamento acustico e dei suoi decreti attuativi hanno avuto l'effetto collaterale di limitare la musica dal vivo cosiddetta 'minore', contribuendo con altri fattori (SIAE, ENPALS, Internet, la crisi economica, le forti modifiche del mercato e dell'industria discografica, etc.) a spegnere in pochi anni il fermento musicale che aveva investito tutta l’Italia da Nord a Sud fin dall'inizio degli anni '90.
Qualsiasi forma di musica dal vivo rimane invece tuttora una risorsa culturale del nostro paese e di ogni città, perché è causa di aggregazione fra le persone, di stimolo mentale, è una forma di comunicazione emotiva vitale per i musicisti ed è importante per chi ascolta e si incontra fuori dalle mura di casa propria. La musica moderna può essere fatta senza disturbare il prossimo se si studia ogni situazione nei suoi dettagli, e si usa il buon senso.

Quando si utilizza un impianto di amplificazione, ma anche quando sono presenti degli strumenti musicali acustici come le percussioni i livelli sonori sono spesso alti e molto alti (si superano facilmente gli 80 dB(A) e si può arrivare fino ai 110 dB(A) in prossimità delle sorgenti sonore) quindi la legge chiede giustamente una valutazione previsionale di impatto acustico per qualsiasi evento musicale che possa in qualche modo creare disturbo ai cittadini.
Ciò implica che chi organizza e chi investe oggi negli eventi musicali debba conoscere la legge e agire di conseguenza: farsi aiutare da un tecnico competente in acustica ambientale per gli aspetti tecnici, organizzare gli eventi, individuare la location e gli orari più opportuni, soprattutto al momento del dialogo con le amministrazioni pubbliche.

Purtroppo ancora oggi molti comuni non considerano queste attività ed eventi nel loro piano di zonizzazione acustica (che dovrebbero dare regole precise nelle norme tecniche attuative del piano di zonizzazione acustica o nel regolamento acustico) e quindi oggi ci sono sempre più spesso dei problemi a ottenere le autorizzazioni (in pianta stabile o eventualmente in deroga).

I comuni meglio organizzati hanno invece dei regolamenti appositi o almeno delle ordinanze specifiche che indicano gli orari e il numero di eventi che si possono fare in un anno, per gli eventi più grossi specificano le zone del territorio comunale dove si prevedono e autorizzano le feste e i concerti. Si ricorda che la concessione di una deroga ai limiti del DPCM 14/11/97 per gli eventi temporanei è permessa dalla legge quadro 447/95 sull'inquinamento acustico e da numerose leggi regionali ma deve essere ben recepita dalle norme e dalle ordinanze comunali.

I locali e la musica dal vivo.

I locali privati sono ancora oggi i primi promotori della musica dal vivo, i proprietari dovrebbero prevedere fin da subito una insonorizzazione e correzione acustica dell’interno come investimento iniziale mentre i comuni devono essere gli intermediari fra le esigenze di riposo dei cittadini che abitano vicino e la possibilità di esprimersi che viene data alle nuove e vecchie generazioni di musicisti e al diritto di impresa.
Compito dei titolari è rispettare gli orari accordati, controllare il livello di educazione dei propri clienti dentro e fuori dal locale stesso negli orari di apertura e seguire le indicazioni del tecnico che ha studiato nei dettagli l’impatto acustico del locale.

La fase di selezione del posto dove far sorgere il locale è fondamentale. Per limitare l’impatto acustico è meglio scegliere stabili dove non risiedono persone la sera, meglio ancora se in zone industriali o artigianali. La selezione dell’impianto audio e la sua limitazione possono aiutare molto a non inquinare acusticamente, soprattutto se l'impianto è residente, fisso, nel locale. Si ricorda che esistono anche limitazioni sul livello sonoro interno per i locali di pubblico spettacolo che devono essere prese in considerazione (DPCM 16/4/99 n. 215) contemporaneamente allo studio di impatto acustico.

All’aperto la situazione diventa più delicata poiché le opere di insonorizzazione possibili sono minori e spesso meno efficaci: anche in questo caso si deve studiare la location dell’evento musicale e il tipo di impianto elettro-acustico che si userà in funzione del clima acustico della zona e della posizione dei ricettori più vicini, lo studio di impatto acustico deve comunque essere fatto per minimizzare l’impatto verso la popolazione nel rispetto delle leggi nazionali e dei regolamenti comunali.
La selezione dell’impianto (esistono tecnologie e prodotti utili a controllare i pattern di emissione), la sua limitazione per via elettronica e il suo posizionamento, l’utilizzo di monitoraggi fonometrici prima e durante gli eventi aiutano a perfezionare la questione.
Il tecnico competente in acustica ambientale lavorerà a stretto contatto con il tecnico audio (il fonico): queste due figure professionali non dovrebbero coincidere per evitare conflitti di interesse e ottenere il massimo dalle due specializzazioni.

Novità 2012

Il recente decreto legge 277 del 2011 di fatto penalizza tutte le attività che desiderano fare musica dal vivo, trascurando tutte quelle che con i loro impianti di areazione/ventilazione e con la gente fuori dalla porta che fa rumore fino a tardi.
E' sempre più importante interfacciarsi con il comune, e che i comuni si diano delle regole chiare per favorire questa forma d'arte.

Contattateci con le vostre domande o per esporci la vostra situazione, la nostra esperienza può esservi utile.