L'impatto dei locali pubblici - consigli ai disturbati.

La prima cosa da fare è cercare il dialogo sereno. Purtroppo il disturbo da rumore può portare rapidamente all'esasperazione ma la nostra esperienza è che si debba stare calmi e cercare fin da subito di intavolare il discorso civilmente spiegando il problema (gli orari, cosa disturba).
Se il locale si dimostra collaborativo bisogna a questo punto dargli disponibilità e tempo per studiare il problema e trovare delle soluzioni, conviene accordarsi su un limite temporale in cui il locale possa trovare i tecnici e le aziende necessari.

Se invece il disturbante non si mostra cooperativo conviene avvisare la polizia locale e fare un esposto che comporti una comunicazione all'ARPA provinciale. Gli uffici ARPA non parlano direttamente con i cittadini, è compito del comune fare da filtro.
Da lì si mette in moto un procedimento che porterà a fare dei controlli scrupolosi a insaputa del disturbante e solitamente ne consegue una sanzione pecuniaria amministrativa e/o un provvedimento limitativo da parte del comune (p.e. limitazione orario, tolto il permesso per i tavolini, etc.).

Quando questo purtroppo non basta si può scegliere di procedere alle vie legali, per esempio dimostrando che le immissioni rumorosi sono oltre la normale tollerabilità (legge 844 del codice civile) e sono un pericolo per la propria salute.

Un'altra strada che aiuta anche nella fase di bonifica del locale è di verificare che la propria abitazione non abbia dei deficit acustici e mettere rimedio anche ad essi (p.e. serramenti vecchi, prese d'aria, pareti vecchie, etc.)

L'intervento di un tecnico competente in acustica ambientale in questi casi è utile per studiare le soluzioni tecniche senza le improvvisazioni tipiche o le preferenze di chi si occupa solo della posa o della vendita dei materiali; diventa obbligatorio qualora si dovesse procedere per le vie legali, come consulente dell'avvocato (CTP - Consulente Tecnico di Parte).

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