Primo test d'ascolto: sentiamo le frequenze molto alte?

I toni puri presenti nella traccia proposta come primo test su facebook sono 10 ed hanno tutti la stessa ampiezza.
Se avete sentito 7 toni allora potete percepire fino a 12000 Hz, se ne avete sentiti 8 toni fino a 14000 Hz, se ne avete sentiti 9 fino a 16000 Hz e se siete riusciti ad identificarli tutti e 10, allora il vostro udito si estende fino a 18000Hz. Anche se ufficialmente l’udito dell’essere umano si estende fino a 20000 Hz, in realtà solo i bambini e i ragazzi possono realmente sentire così in alto.
Complimenti a chi ha sentito il decimo tono e un grazie a tutti coloro che hanno partecipato!

Perché non tutti sentono le altissime frequenze.

Fattore principale per la minore percezione delle alte frequenze è la progressiva perdita dell’udito che si ha con l’avanzare dell’età (è uno dei fenomeni tipici nella presbiacusia).
Invecchiando, fisiologicamente il nostro udito diventa sempre meno ricettivo verso le alte frequenze. Il fenomeno colpisce di più i maschi e inizia già a 18 anni di età, i giovani adulti posso quindi già perdere la capacità di ascoltare sopra i 15 e 16 KHz ma nonostante ciò i veri problemi di funzionalità dell’udito possono comunque diventare notevoli solo più tardi nella loro vita.
L’ipoacusia (cioè la diminuzione dell’udito più in generale) però può manifestarsi precocemente, per malattie ma anche a causa dell’esposizione prolungata a rumori di forte intensità (ad esempio, eccessivo rumore sul luogo di lavoro o anche per l’ascolto di musica ad alto volume). Per questo motivo, se avete meno di 40 anni e non avete riconosciuto almeno 7 suoni distinti , vi consigliamo di far controllare il vostro udito per prevenire danni. Non vogliamo spaventarvi, ricordiamo che l’ipoacusia peggiore non riguarda le altissime frequenze come quelle testate in questo esempio, ma quelle importanti per capire il parlato (i test audiometrici solitamente sono fatti nelle ottave fra 125 e 8000 Hz).

Grafico d'ampiezza dei toni puri del primo test d'ascolto

Non sentiamo tutte le frequenze alla stessa ampiezza.

Una particolarità che certamente avrete notato in molti è che i suoni (tutti generati alla medesima ampiezza) non sono in realtà percepiti da noi allo stesso volume, ma variano e, nella parte più alta dello spettro, il volume percepito decresce al crescere della frequenza. Questo è solo in parte dovuto alla risposta in frequenza del sistema di ascolto utilizzato, ossia alla gamma di frequenze che il nostro sitema (cuffie o altoparlanti) è in grado di riprodurre in modo fedele. A caratterizzare in modo decisivo la differenza di percezione fra i vari suoni è il funzionamento del nostro sistema uditivo: il nostro udito è molto performante alle frequenze medio/alte (500 – 5000 Hz) mentre degrada sugli estremi di banda (si veda in proposito un approfondimento sulle curve isofoniche isofoniche), per questo è stata introdotta la scala A per pesare i valori in dB lineari.