Quando riprendo più voci o strumenti in simultanea ho problemi a fare bene i suoni.

I rientri, si sa, sono fonte di distorsione del segnale, quando si somma il suono diretto ad una o più sue copie leggermente ritardate nel tempo, come quando si hanno più microfoni aperti nello stesso ambiente, si ottiene qualcosa di diverso dall’originale, cosa quasi mai apprezzata dagli speaker/cantanti e dai sound engineers stessi!
Per questo quando si vuole la massima pulizia si riprende ogni traccia singolarmente. Spesso però si è costretti a registrare più sorgenti contemporaneamente, si pensi al caso della ripresa in diretta (consuetudine nel mondo del broadcast, ma non così rara nei project studios di tutto il mondo).

Rispondo dando quindi un po’ di concetti veloci e guardando la questione dal punto di vista della fisica acustica: la prima cosa a cui pensare sarà di sfruttare le direzionalità dei microfoni e la loro disposizione nell’ambiente per ridurre questi rientri (un cardioide per esempio ‘pesca’ poco dalla zona opposta alla sua membrana); usare delle partizioni mobili rivestiti di materiale fonoassorbente può talvolta aiutare anche se le attenuazioni ottenute in questo modo non sono mai enormi (il plexiglass intorno alla batteria è solitamente da preferire nelle situazioni live), la distanza può aiutare, si ricordi che la pressione sonora si abbassa di 6 dB ad ogni raddoppio della distanza.
Un trucco che mi insegnò un vecchio sound engineer è di girare gli amplificatori delle chitarre verso un muro rivestito di materiale fonoassorbente, quando si vuole fare una ripresa in diretta di un gruppo intero. La 'presa diretta' del brano (tutti gli elementi tranne il cantante suonano e vengono registrati in un take solo) in questi casi è il modo migliore per ottenere una sensazione live e più low-fi e certamente risparmiare tempo e denaro.

La risposta acustica stessa della sala di ripresa conta molto in questi frangenti: p.e. la presenza di una o più superfici dure (vetri, muri intonacati,etc.) nelle vicinanze dei mics può incrementare il numero e l’intensità dei rientri (al suono diretto si sommano più riflessioni forti) anche con un singolo suono da registrare; la disposizione dei modi di risonanza nella stanza, poi, può influenzare lo spettro del segnale sonoro emesso e ricevuto a bassa frequenza.
Se la correzione acustica dell’ambiente non è ben bilanciata ci possono essere quindi diversi tipi di guai. Si noti che il problema può sussistere anche nel caso di microfonaggio vicino. Questo è infatti un problema in alcune radio dove due o più persone parlano addossate al vetro.

Dualmente anche una sala regia non corretta può dare dei problemi al fonico, se questa stanza ha un’impronta acustica troppo forte essa tenderà a mascherare quella della sala di ripresa che si vorrebbe riconoscere in fase di monitoraggio delle tracce registrate, rendendo questa operazione quasi impossibile. Questo è uno dei motivi per cui le sale di regia sono sempre più spente e più piccole in dimensioni di quelle di ripresa.